ChatGPT: l’Intelligenza Artificiale interessa anche il cybercrimine.

Il paradigma del progresso ci insegna come scoperte e tecnologie benefiche, pensate anche per scopi tra i più nobili, possano essere abbracciate e piegate ad usi malevoli.
Sembra questa l’ombra che alleggia su ChatGPT a meno di tre mesi dalla sua release.
ChatGPT, nuovo gioiello di OpenAI rientrante tra i modelli GPT-3, Generative Pre-trained Transformer 3,
adotta ed approfondisce una tecnica di deep learning nota come transformer, consistente nell’utilizzare una rete neurale per analizzare e comprendere il significato di un testo.

Tra i suoi punti di forza annovera ottime capacità di compilazione in javascript e python, e risulta apprezzabile anche in C o PHP.
Non solo: sarebbe in grado di scrivere testi e ricette partendo da un minimo di informazioni di base o di redigere un articolo ottimizzato SEO.

Pregi e qualità che sembrano non essere sfuggiti alle audience del dark web, che ne hanno sottolineato ad ora la capacità di tutorial compilatorio per neofiti hacker nonché di supporto per creare sempre più efficaci sistemi di phishing.
Riflessioni etiche a parte, la presenza di incentivanti per aspiranti cybercriminali pigri potrebbe comportare un allargamento nei numeri di attacchi randomici,
rendendo necessario nel breve termine un innalzamento della sicurezza di base anche per le realtà più piccole.

Qui le informazioni e testimonianze da dark web nell’articolo prodotto da CheckPoint.
https://research.checkpoint.com/2023/opwnai-cybercriminals-starting-to-use-chatgpt/

#newthreats #chatgpt #cybercrime #cybersecurity

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